Verona: la chiave del Brennero.
Il 14 febbraio 1944, Verona rappresentava lo snodo ferroviario più vitale per il transito dei rifornimenti tedeschi verso il fronte. L’attacco fu portato ai due scali ferroviari (Verona Porta Nuova e Verona Porta Vescovo) nel tentativo di interrompere le linee verso il Brennero, Venezia e Milano. Questo raid seguì il terribile bombardamento di “Santa Lucia” del 28 gennaio 1944, confermando la Città scaligera come uno dei bersagli prioritari degli Alleati per isolare l’Italia occupata.
Target primario
Obiettivo.
Scali ferroviari.
Unità aeree coinvolte.
15th Air Force:
- gruppi da bombardamento: 2nd, 99th, 301st, 97th, 376th, 450th;
- gruppi da caccia: 1st, 14th, 325th.
Descrizione accadimenti.
Le formazioni giunsero sull’area di Verona nell’intervallo di tempo compreso tra le 13:15 e le 13:30 e la trovarono coperta da una spessa coltre di nuvole che impediva l’individuazione degli obiettivi. Nonostante fossero già sottoposti all’attacco da parte degli aerei nemici presenti a difesa dell’area e oggetto del tiro intenso della contraerea, i gruppi insistettero sull’area del bombardamento nel tentativo di individuare gli obiettivi al di sotto delle nuvole. Mentre si svolgeva la battaglia aerea, che vide la caduta di diversi velivoli, approfittando di limitate aperture nella copertura nuvolosa oppure perché obbligati da situazioni di emergenza legate al tentativo di disimpegnarsi più facilmente dagli aerei nemici o perché colpiti dalla contraerea, ventotto bombardieri sganciarono il loro carico di bombe senza però riuscire a verificare visivamente il risultato.

La Prefettura di Verona riportò nella sua relazione:
Condizioni atmosferiche buone, cielo coperto per 7/10 da nubi sui 2000 metri, visibilità buona, assenza di vento. Non è stato dato il preallarme. Alle 12.44 allarme, alle 14.10 cessato allarme. Alle 13.05 una formazione di 80 velivoli quadrimotori scortato da un numero imprecisato di caccia, provenienti da sud1 ha sorvolato la città di Verona. […]
Non si accenna a bombe che colpirono gli scali ferroviari; le indicazioni riportate circa i danni subiti dalla Città sono molto limitate:
[…] Il nemico non ha lanciato manifestini. Ha lanciato un numero limitato di spezzoni incendiari, alcuni dei quali provocarono due incendi di scarsa entità: uno in Borgo Trento e l’altro in frazione Càdidavid. Questi incendi venivano subito domati da cittadini volonterosi e dai militi dell’U.N.P.A. […]
La grande parte delle bombe cadde nelle campagne a S di Verona, colpendo il territorio di alcuni Comuni e provocando complessivamente venti vittime:
[…] Un numero imprecisato di apparecchi, probabilmente colpiti o attaccati dalla caccia, scaricarono disordinatamente il loro carico di esplosivo colpendo diverse località rurali della provincia […]
Dopo avere tentato invano di individuare gli obiettivi, le formazioni si separarono a livello di gruppo e si diressero sugli obiettivi secondari/alternativi: Brescia, Mantova, Modena, Padova e Mestre.
Ancora dalla relazione della Prefettura di Verona:
[…] Probabilmente l’intenzione del nemico era di abbassarsi al disotto delle nubi per effettuare il bombardamento, senonché apparecchi da caccia germanici attaccavano la suddetta formazione. Questa desisteva dall’evidente compito di bombardare Verona e si frazionava in diverse pattuglie. […]
- Secondo i piani di volo, i gruppi dei B-17 approcciarono Verona da O-NO mentre quelli dei B-24 da N. Gli aerei di scorta del 1st FG e 14th FG accompagnavano i bombardieri B-24, gli aerei del 325th FG giunsero invece su Verona da E. ↩︎