A causa della scarsa visibilità, l’incursione sugli scali ferroviari di Verona non poté essere eseguita come era stato pianificato inizialmente. Dopo avere insistito sull’area nel tentativo di individuare gli obiettivi, le formazioni si separarono a livello di gruppo e si diressero sugli obiettivi secondari/alternativi: Brescia, Mantova, Modena, Padova e Mestre.1
Nei documenti consultati non abbiamo trovato un’esplicita indicazione di come proseguì la missione per gli aerei di scorta e cioè se terminato il combattimento aereo sull’area di Verona questi seguirono i bombardieri fino agli obiettivi alternativi, anche se alcune frammentarie informazioni, ricavabili dai report post-missione, indicano che solo alcuni aerei di scorta rimasero per un certo tempo con i bombardieri anche dopo Verona.


- Gli obiettivi “secondari” o “alternativi” erano previsti al fine di non vanificare la missione dei singoli gruppi da bombardamento nel caso in cui non fosse stato possibile “operare” sull’obiettivo primario. Tali obiettivi erano indicati dall’ordine di operazioni ma potevano essere meglio precisati o integrati nell’ordine di campo del singolo gruppo. ↩︎
Target secondari/alternativi: