301st BG missione n. 225.

Antefatto.

A causa della nuvolosità che “nascondeva” l’obiettivo primario, solo ventotto aerei, quattro del 301st BG, poterono rilasciare il loro carico sull’area di Verona sganciando settantaquattro tonnellate di bombe. L’incursione su questo obiettivo non potè quindi essere eseguita come era stato pianificato e le formazioni aeree, dopo avere tentato invano di individuarlo, si separarono a livello di gruppo e singolarmente si diressero sugli obiettivi secondari/alternativi previsti.
Brescia era l’obiettivo secondario del 301st BG. Per l’unità questa era la missione n. 225.

Dettagli missione.

ActionBombing
Action arranged byHQ FIFTH WING (US)
APO 520, 13 February 1944, 1430A
OPERATIONS ORDER NUMBER 330
Action arranged byHq 301st Bomb Gp (H) AAF
APO 520, 14 February 1944, 1200A
FIELD ORDER NO. 204
Action date1944, February 14
Unit15th AF, 5th Wing
Bomb Group301st
Bomb Group Mission No.225
Bomb Squadron32nd, 352nd, 353rd, 419th.
BaseLucera (Foggia Main, Puglia – Italy)
Targets:
primaryVerona RR/Y
secondaryBrescia M/Y
opportunitySouth Vicenza RR
opportunityPontedera A/D

ORDINE DI BATTAGLIA
L’elenco degli equipaggi che parteciparono alla missione di bombardamento.

Itinerario di volo.

La formazione del 301st BG decollò alle 09:10 dalla base di Lucera (FG) ed era composta da trentasette aerei appartenenti a quattro squadroni [Bomb Squadrons (BS): 32nd, 352nd, 353rd, 419th].
Il rendez-vous con gli altri tre gruppi da bombardamento era fissato per le 10:30 nello spazio aereo sopra la base stessa; il 301st BG era il terzo gruppo nella formazione di volo.
L’itinerario di volo prevedeva di volare dalla base verso l’isola di Ponza, da qui verso l’isola del Giglio e quindi verso Verona (sulla via del ritorno volarono su Brescia e Pontedera); due aerei rientrarono però alla base subito dopo il decollo a causa di malfunzionamenti 1.
Il 325th Fighter Group (aerei di scorta) decollò dalla base di Celone (FG) con quarantasette aerei appartenenti a tre squadroni, il loro compito era quello di “coprire” l’area del bersaglio prima dell’arrivo dei bombardieri e garantire agli stessi la protezione sulla via del ritorno.

Gli aerei che vennero avvistati da Brescia alle 12:45 erano con tutta probabilità appartenenti anche ai quattro gruppi da bombardamento citati, compreso il 301st BG, che volavano in direzione N-NE, verso il lago di Garda.

In città, a Brescia, venne dato l’allarme aereo.

Target.

Verona RR/Y

Iniziata la rotta di attacco dal I.P. (Initial Point) [punto di coordinate 45°30’N, 10°44’E, sul comune di Lazise del Garda (VR)], gli aerei del 301st BG giunsero su Verona alle 13:25 trovando l’area coperta da una spessa coltre di nuvole. Nei pressi dell’obiettivo circa trenta aerei da caccia nemici attaccarono le formazione di bombardieri; gli aerei di scorta del 325th FG ingaggiarono il nemico in combattimento abbattendo o danneggiando alcuni aerei.
Dopo avere ripetuto un giro di sorvolo dell’area, tre equipaggi del 301st BG sganciarono il loro carico di bombe senza poter verificare il risultato. Un aereo del 419th BS venne colpito dalla FlaK e, anche a seguito di una collisione con un aereo da caccia tedesco, precipitò. Il resto del gruppo da bombardamento virò in direzione O per portarsi sull’obiettivo secondario: Brescia.

Vicenza RR

Trovata Verona coperta dalle nuvole due aerei del 301st BG proseguirono verso E e sganciarono il loro carico di bombe a circa due miglia a S di Vicenza.

Brescia M/Y

Il 301st BG proveniente da Verona giunse al suo nuovo I.P. [punto di coordinate 45°22’N, 10°08’E, all’incirca sul comune di Manerbio (BS)] e da qui virò verso N con una direzione d’attacco di cinque gradi, giungendo sulla città alle 13:55. Il gruppo era l’unico sull’obiettivo e lo schema grafico di attacco indica che era composto da trenta aerei (in realtà ventotto). Ventitré aerei sganciarono sulla città circa centottanta bombe, per un peso di quarantacinque tonnellate2, da una quota di settemiladucento metri; l’incursione durò tre minuti.
Gli aerei lasciarono Brescia virando verso E, in direzione S fino al punto di coordinate 42°57’N, 10°42’E e poi sulla rotta del ritorno alla base, la stessa dell’andata. Alle 15:00 cessa l’allarme aereo a Brescia.

Pontedera A/D

Nell’avvicinamento a Brescia da Verona, sei aerei (tre del 353rd BS e tre del 419th BS) lasciarono la formazione nel tentativo di evitare dei banchi di nuvole; quando giunsero sulla Città l’aereo “leader” dello squadrone era ormai troppo lontano e quindi gli equipaggi non furono in grado di sganciare le bombe con il resto del gruppo. Sulla rotta del ritorno alla base, alle 14:54, questi aerei sganciarono le loro bombe sull’aeroporto di Pontedera.

Trentaquattro aerei atterrarono alla base di Lucera alle 17:35.

Distribuzione degli aerei.

Al termine della missione questo risultò essere l’impiego degli aerei:

Distribuzione delle bombe.

Il bilancio delle bombe a fine missione:

Analisi dell’incursione.

Non esistono fotografie eseguite durante il bombardamento su Brescia.
Gli equipaggi degli aerei riferirono “colpi sparsi” (scattered hits) sulle linee ferroviarie, con la maggior parte delle bombe che colpirono “all’interno della città”.

L’analisi delle fotografie scattate da un ricognitore inglese il 16 febbraio 1944 permise di individuare i pochi “colpi” a segno sia sull’area della stazione ferroviaria (fotogramma 4025) sia sull’area smistamento merci (fotogramma 4027) e rilevò come il maggior “peso” dell’attacco aereo avesse interessato l’area a sud-ovest della stazione dove erano visibili circa cento crateri che provocarono lievissimi danni a costruzioni non identificate. La ridotta scala della fotografia e la scarsa qualità della stampa impedirono di individuare tutti i danni alle linee ferroviarie che apparivano tutte comunque utilizzabili.

Una semplice elaborazione aiuta a capire l’entità dell’area interessata dalla caduta delle bombe:

Linea del tempo.

Supplementi.

ORDINE DI BATTAGLIA
Uno specifico approfondimento dedicato alle modifiche subite dalla formazione di volo durante la missione di bombardamento.

LE BOMBE IN PROVINCIA
E’ ipotizzabile che aerei di questo gruppo, nelle fasi di avvicinamento ed allontanamento da Brescia, abbiano rilasciato delle bombe anche su alcuni Comuni della Provincia.

Documenti.


  1. Prima di superare le linee nemiche uno degli aerei accusò un guasto del sistema di erogazione dell’ossigeno e dovette rientrare alla base. Durante il volo di avvicinamento a Verona un altro aereo ebbe un malfunzionamento a causa della formazione di ghiaccio nei carburatori; obbligato quindi a rientrare rilasciò il suo carico di bombe su un ponte ferroviario nei pressi del comune di San Vincenzo (LI). ↩︎
  2. In questa pagina è utilizzato il peso di 45 tonnellate che corrisponde a circa 180 bombe, quelle conteggiate a terra (tra esplose ed inesplose). I documenti USAAF fanno invece riferimento al carico completo di 23 aerei (276 bombe), pari a circa 69 tonnellate. ↩︎

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