Il risultato dei combattimenti.
La battaglia aerea “costò” sei aerei agli americani e cinque ai tedeschi. Persero la vita dieci aviatori americani ed uno tedesco; diciassette americani furono presi prigionieri.
USAAF.
Gli AMERICANI si accreditarono 11 aerei nemici distrutti, quattro forse distrutti e cinque danneggiati; dichiararono la perdita di sei aerei e di ventisette aviatori tra morti (KIA) e catturati (POW).


| Gruppo | Squadrone | Tipo aereo | N.serie aereo | MACR | Perdite |
|---|---|---|---|---|---|
| 97th | 340th | B-17G | #42-31044 | 2395 | 1 |
| 301st | 419th | #42-31893 | 2303 | 1 | |
| 450th | 723rd | B-24H | #42-7710 | 3157 | 1 |
| 325th | 319th | P-47D | #42-75793 | 2485 | 1 |
| #42-75796 | 2486 | 1 | |||
| 14th | 37th | P-38G | #43-2544 | 2487 | 1 |
| 6 |
Nota: le informazioni sui piloti americani sono state derivate da documenti AFHRA.
Nell’immagine seguente i luoghi di caduta degli aerei americani:

Luftwaffe.
Da parte tedesca furono rivendicati otto aerei abbattuti; si ebbero cinque aerei persi, quattro aviatori feriti (WIA) ed uno morto (KIA).


Nota: le informazioni sui piloti tedeschi sono state derivate da: Kracker Luftwaffe Archive.
Vittorie vs perdite.
I documenti post-missione con cui venivano accreditate le vittorie erano redatti separatamente da ogni unità; per questo motivo essi contengono con grande probabilità le attribuzioni di abbattimenti rivendicati contemporaneamente da soggetti di unità diverse, portando quindi a conteggiare più volte lo stesso abbattimento. Si rileva infatti, come il numero degli abbattimenti accreditati da entrambe le parti si discosta, anche in modo sensibile, dal numero delle perdite dichiarate dalla parte avversa. In particolare da parte americana, il numero degli aerei rivendicati come sicuramente distrutti risulta fortemente ridimensionato dal confronto con il numero delle perdite dichiarate da parte tedesca.


Questa evidente “sovra-attribuzione”, comune in quasi tutti i grandi combattimenti aerei della Seconda guerra mondiale, era causata da fattori come:
- la duplicazione delle rivendicazioni: in una battaglia frenetica con decine di aerei, più mitraglieri di diversi bombardieri o piloti di caccia potevano sparare allo stesso aereo, rivendicandone singolarmente l’abbattimento una volta vistolo precipitare;
- le difficoltà di osservazione: i mitraglieri dei bombardieri spesso scambiavano per abbattimenti velivoli nemici che semplicemente entravano in una picchiata controllata o che emettevano fumo per manovre evasive.
- il caos del combattimento: le valutazioni avvenivano in condizioni di estremo stress e ad alta velocità.
Al secondo e al terzo fattore è da ricondurre anche la possibile errata indicazione circa la tipologia di eventuali aerei italiani.1
- I rapporti post-missione americani indicano la presenza di due tipologie di aereo [Macchi C.202 “Folgore” (MA202), Reggiane Re.2001 (RE.2001)] non in uso ai reparti italiani potenzialmente “in aria” quel giorno, i quali erano invece dotati del Macchi C.205 “Veltro”. Non si può però escludere che tali velivoli stessero invece ancora operando nelle fila delle unità Luftwaffe che, al momento dell’armistizio, si era impossessata di un certo numero di velivoli della Regia Aeronautica anche di questi modelli. ↩︎